"Riscoprire lo spirito di El Alamein per difendere l'Italia e gli italiani"

  • 28 dicembre 2018

«Carri armati nemici fatta irruzione a sud. Con ciò “Ariete” accerchiata. Carri “Ariete” combattono!». Quando i soldati italiani inviarono questo breve messaggio al comando del Feldmaresciallo Rommel, durante la battaglia di El Alamein, erano già perfettamente consapevoli che la loro sorte era segnata, e che quel dispaccio sarebbe stato l’ultimo della loro vita. 

 

In quei momenti critici del 1942, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, i reparti italo-tedeschi affrontarono sul campo le forze alleate, di gran lunga superiori per numero, subendo una cocente sconfitta in cui persero la vita circa 5mila soldati italiani. Nonostante la sconfitta, la battaglia di El Alamain consegnò alla storia due reparti divenuti poi leggendari: la Folgore e la divisione Ariete, che si lasciò annientare per proteggere la ritirata delle altre milizie italiane. 

 

Per onorare la loro memoria, nel dopoguerra venne costruito il grande Sacrario di El Alamein, che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più splendenti del valore italiano e dell’orgoglio dei suoi soldati. È proprio qui che si recherà, il prossimo 2 gennaio, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Maullu, che da sempre sostiene il ritorno del protagonismo italiano nel Mediterraneo.  

 

“Ricordare la battaglia di El Alamein significa rammentare il valore dei nostri soldati, l’orgoglio dei nostri eroi che passarono alla storia per il loro coraggio, per la tenacia dimostrata in battaglia – dichiara l’europarlamentare Stefano Maullu; - Una menzione particolare spetta sicuramente alla Folgore, la cui tenacia in battaglia venne ampiamente riconosciuta anche dagli avversari britannici. Insieme ai reparti della Divisione “Pavia”, ad El Alamein la Folgore riuscì a resistere eroicamente a tre violente offensive britanniche, consegnandosi direttamente alla storia e divenendo l’emblema della determinazione italiana. Nei momenti più concitati della battaglia, i parà della Folgore arrivarono addirittura a strisciare sotto i carri nemici per farli esplodere con l’utilizzo delle mine. 

Per dare una prova tangibile del loro valore, basterà ricordare le parole di Winston Churchill, che al termine della battaglia parlò della necessità di “inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore”. I soldati di El Alamein dovrebbero rappresentare un esempio per tutti, specialmente per il loro valore e per il loro evidente amore per l’Italia, il loro Paese. Anche oggi, a distanza d’anni, il quadrante Mediterraneo rappresenta un’area fondamentale in cui l’Italia deve tornare assolutamente protagonista. Da quest’area non dipenderà soltanto l’esito della partita geopolitica con la Francia, ma anche le sorti future dell’Italia in un contesto globale in rapido mutamento”. 

 

Il coinvolgimento diretto dell’Italia nelle dinamiche del Mediterraneo è stato evidente in ogni epoca storica, dai tempi dell’impero romano fino alle primavere arabe e a Gheddafi. La caduta di quest’ultimo, provocata dalle conseguenze dell’intervento voluto dalla Francia in Libia, nel 2011, ha successivamente dato vita al fenomeno delle migrazioni epocali, alle ondate migratorie che hanno rischiato di compromettere la stabilità del Paese e la solidità delle frontiere europee. 

 

“Se vorrà tornare protagonista sulla scena internazionale, l’Italia dovrà concentrarsi sullo scacchiere Mediterraneo, riscoprendo l’amore per se stessa e per i propri interessi nazionali – prosegue l’eurodeputato Stefano Maullu; - Nel 2011, l’Italia si è lasciata maldestramente coinvolgere in una guerra contro i propri interessi, perdendo gran parte della propria credibilità e del proprio peso internazionale. La politica estera dell’Italia dovrà ripartire proprio da qui, dalla difesa dei nostri interessi nel Mediterraneo. Bisogna tornare a ispirarsi ai principi e alle azioni di un grande uomo come Enrico Mattei, che riuscì a trasformare l’Italia in una delle principali potenze economiche dell’area mediterranea. Il ritorno del protagonismo italiano nel Mediterraneo dipenderà anche dalla partita energetica, che al giorno d’oggi si gioca su più direttrici: una delle più importanti è sicuramente quella legata alla TAP, il gasdotto che porterà il gas azero in Italia e in tutta Europa. Con questa infrastruttura, l’Italia può ambire seriamente al ruolo di hub energetico nel Mediterraneo, dando una spinta decisiva alla riconquista del proprio peso internazionale. Il futuro dell’Italia in quest’area strategica – conclude Maullu – dipenderà anche dal confronto geopolitico con la Francia di Macron, nostra rivale nel passato, nel presente e soprattutto nel futuro”. 

Autore: Riccardo Intini